SEO & Posizionamento

Come Fare un SEO Audit: Guida Pratica in 7 Passi

Claudio Novaglio
6 min di lettura

Un SEO audit è un'analisi sistematica di tutti i fattori che influenzano la visibilità di un sito web su Google. È il punto di partenza per qualsiasi lavoro SEO serio: senza sapere dove sei, non puoi pianificare dove vuoi arrivare. Questa guida mostra come condurre un audit completo in 7 passi, con gli strumenti gratuiti e a pagamento necessari.

Cos'è un SEO Audit e quando farlo

Un audit SEO valuta lo stato di salute di un sito web dal punto di vista della ricerca organica: struttura tecnica, qualità del contenuto, profilo backlink, esperienza utente. Non è un'attività una tantum: andrebbe ripetuta ogni 6-12 mesi, e ogni volta che il sito subisce modifiche importanti (migrazione, redesign, cambio CMS).

I momenti in cui un audit è urgente:

  • Calo improvviso di traffico organico (possibile penalizzazione o core update)
  • Migrazione del sito a nuovo dominio o nuovo CMS
  • Acquisizione di un sito esistente di cui non si conosce la storia SEO
  • Lancio di un nuovo sito web prima della pubblicazione
  • Stagnazione del traffico nonostante investimenti SEO continuativi

Gli strumenti per un SEO Audit completo

Strumenti gratuiti essenziali

  • Google Search Console: dati reali su impressioni, click, posizioni, errori di indicizzazione, Core Web Vitals
  • Google Analytics 4: comportamento degli utenti, pagine con alto bounce rate, sorgenti di traffico
  • PageSpeed Insights: Core Web Vitals con dati di campo e laboratorio
  • Google Rich Results Test: validazione dei dati strutturati
  • Bing Webmaster Tools: utile come secondo punto di vista sull'indicizzazione

Strumenti a pagamento consigliati

  • Screaming Frog SEO Spider: crawl completo del sito, identifica errori tecnici, redirect, title duplicati, pagine orfane (gratis fino a 500 URL)
  • Ahrefs o Semrush: analisi backlink, keyword research, analisi competitor, site audit
  • Sitebulb: audit visuale con grafi di collegamento tra pagine, ottimo per identificare problemi di struttura

Step 1 – Analisi tecnica: la fondamenta del sito

Crawlability e Indicizzazione

Inizia verificando che Google riesca a scansionare e indicizzare il sito correttamente. Controlla in Search Console il rapporto Indicizzazione → Pagine: quante pagine sono indicizzate? Ci sono URL escluse per errore? Le principali cause di problemi:

  • robots.txt che blocca sezioni importanti del sito
  • Tag noindex su pagine che dovrebbero essere indicizzate
  • Sitemap XML assente, non aggiornata o con URL errati
  • Errori 404 su pagine importanti senza redirect

HTTPS e redirect

Verifica che il sito usi HTTPS su tutte le pagine e che non ci siano redirect inutili o catene di redirect (A→B→C invece di A→C). I redirect 301 passano PageRank ma ogni hop aggiunge latenza. Usa Screaming Frog per mappare tutti i redirect.

Core Web Vitals

Controlla i dati Core Web Vitals in Search Console (sezione Esperienza). Qualsiasi URL nello stato "scarso" è una priorità. Ricorda: Google usa i dati mobili per il ranking.

Step 2 – Analisi on-page

Title tag e meta description

Con Screaming Frog, esporta tutti i title tag e controlla: lunghezza (30-60 caratteri), unicità (nessun duplicato), presenza della keyword principale, assenza del nome brand aggiunto manualmente se il template CMS lo aggiunge automaticamente.

Struttura Heading (H1, H2, H3)

Ogni pagina deve avere esattamente un H1 che contiene la keyword principale. Gli H2 strutturano il contenuto in sezioni logiche. Errori comuni: più H1 sulla stessa pagina, H1 uguale al title tag, heading saltati (da H1 a H3 senza H2).

Contenuti duplicati

I contenuti duplicati diluiscono l'autorità SEO. Screaming Frog e Semrush identificano pagine con contenuto molto simile. Soluzioni: canonical tag per indicare la versione preferita, redirect 301, consolidamento dei contenuti simili.

Step 3 – Analisi dei contenuti

Thin content

Le pagine con meno di 300-400 parole di contenuto reale (non contando header, footer, sidebar) raramente si posizionano bene. Identifica queste pagine e decidI: arricchirle con contenuto genuino, fare redirect su pagine simili più complete, o metterle in noindex se sono necessarie tecnicamente ma non hanno valore SEO.

Cannibalizzazione delle keyword

Succede quando più pagine del tuo sito competono per la stessa keyword. Google si confonde e spesso posiziona la pagina sbagliata. Usa Search Console per identificare query in cui due URL diverse del tuo sito appaiono nei risultati. La soluzione è consolidare o differenziare chiaramente le pagine.

Content gap analysis

Con Ahrefs o Semrush, identifica le keyword per cui i tuoi competitor sono posizionati e tu no. Queste sono opportunità di nuovo contenuto. Prioritizza in base al volume di ricerca e alla difficoltà keyword.

Step 4 – Analisi del profilo backlink

I backlink rimangono uno dei fattori di ranking più importanti. L'analisi del profilo link deve valutare:

  • Numero totale di domini referring: diversità delle fonti è più importante del volume assoluto
  • Domain Rating / Domain Authority delle fonti: un backlink da un sito autorevole vale 100 da siti anonimi
  • Anchor text distribution: varietà naturale (brand name, URL, keyword, frasi generiche). Una concentrazione eccessiva di anchor text keyword-rich è un segnale di manipolazione
  • Link tossici: siti spam, PBN, directory di scarsa qualità. Usa il Disavow Tool di Google con estrema cautela e solo se hai subito una penalizzazione manuale
  • Link rotti: pagine del tuo sito che ricevono backlink ma restituiscono 404 — redirect 301 recupera il valore di quei link

Step 5 – Analisi della struttura del sito

Una buona struttura facilita il crawl di Google e distribuisce l'autorità interna in modo efficiente. Verifica:

  • Profondità delle pagine importanti: idealmente raggiungibili in 3 click dalla homepage
  • Link interni: le pagine più importanti ricevono abbastanza link interni dalle altre pagine?
  • Silo structure: le pagine sono raggruppate logicamente per topic? I link interni restano within il topic cluster?
  • Pagine orfane: pagine senza link interni che puntano a loro — Google fatica a trovarle

Step 6 – Mobile SEO e UX

Google usa il mobile-first indexing: il ranking è determinato dalla versione mobile del sito. Verifica:

  • Il sito è responsive e funziona correttamente su tutti i formati schermo
  • I font sono leggibili su mobile (minimo 16px per il testo normale)
  • I bottoni e i link hanno aree di click sufficientemente grandi (minimo 48x48px)
  • Nessun contenuto visibile su desktop ma nascosto su mobile

Step 7 – Report, priorità e piano d'azione

Un audit senza un piano d'azione è inutile. Categorizza i problemi trovati per impatto (quanto traffico/ranking può migliorare) e urgenza (quanto è critico per la salute del sito):

  • Priorità alta: errori di indicizzazione, pagine importanti in 404, redirect loop, HTTPS non configurato
  • Priorità media: Core Web Vitals scarsi, title tag duplicati, contenuto thin su pagine chiave
  • Priorità bassa: ottimizzazioni on-page minori, immagini senza alt text, aggiornamento contenuti datati

Consegna il report con raccomandazioni specifiche e ordinale per ROI atteso. Il cliente o il team tecnico ha bisogno di sapere cosa fare, non solo cosa è sbagliato.

Domande Frequenti

Per un sito di media dimensione (50-200 pagine), aspettati 8-16 ore per un audit completo fatto bene. La parte più lunga è l'analisi e la redazione del piano d'azione, non la raccolta dei dati.

Sull'autore

Claudio Novaglio

SEO Specialist, AI Specialist e Data Analyst con oltre 10 anni di esperienza nel digital marketing. Lavoro con aziende e professionisti a Brescia e in tutta Italia per aumentare la visibilità organica, ottimizzare le campagne pubblicitarie e costruire sistemi di misurazione data-driven. Specializzato in SEO tecnico, local SEO, Google Analytics 4 e nell'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi di marketing.

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