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Google Tag Manager: Guida Completa da Zero

Claudio Novaglio
5 min di lettura

Google Tag Manager (GTM) è lo strumento gratuito di Google che permette di installare e gestire script di tracciamento su un sito web senza modificare il codice sorgente. È diventato lo standard de facto per chi fa analytics, SEO e advertising: una sola installazione di GTM, poi tutti i tag si gestiscono dall'interfaccia.

Questa guida copre i concetti base, la configurazione pratica e le ultime novità del 2025 che hanno cambiato il modo in cui GTM interagisce con GA4 e Google Ads.

Cos'è Google Tag Manager: concetti chiave

Container

Il container è il "contenitore" che ospita tutti i tag del sito. Si crea su tagmanager.google.com, genera uno snippet di codice da inserire nel sito, e da quel momento gestisce tutti gli script da un'unica interfaccia. Un container per sito web.

Tag

Un tag è uno script che si vuole eseguire sul sito: il codice di GA4, il pixel di Facebook, il tag di Google Ads, un evento di tracciamento personalizzato. GTM offre template predefiniti per i tag più comuni (GA4, Google Ads, Meta Pixel, LinkedIn Insight Tag, etc.) e la possibilità di inserire HTML personalizzato.

Trigger

Il trigger definisce quando un tag deve attivarsi: al caricamento della pagina, al click su un elemento specifico, alla compilazione di un form, allo scroll fino a una certa percentuale, a un evento specifico del dataLayer. Ogni tag deve avere almeno un trigger.

Variabili

Le variabili sono valori dinamici usati nei tag e nei trigger: URL della pagina, testo del bottone cliccato, valore di un campo form, dati provenienti dal dataLayer. Permettono di creare configurazioni flessibili senza hardcodare i valori.

La novità di aprile 2025: Google tag nativo in GTM

Da aprile 2025, GTM carica automaticamente il "Google tag" (gtag.js) come base per GA4 e Google Ads, senza che l'utente debba aggiungere un tag separato. Questa modifica ha alcune implicazioni pratiche:

  • I nuovi container GTM includono già una configurazione GA4 di base
  • Il Google tag gestisce automaticamente il consenso tramite Consent Mode v2 se configurato
  • Riduzione della latenza: il Google tag si carica prima dei singoli tag GA4 e Ads
  • Alcuni vecchi tag GA4 Configuration possono essere consolidati

Per i container esistenti, è consigliabile migrare al modello aggiornato seguendo la guida ufficiale di Google, ma non è obbligatorio — i vecchi tag continuano a funzionare.

Installare GTM su un sito web

Lo snippet di codice

GTM fornisce due pezzi di codice: uno da inserire il più in alto possibile all'interno del tag <head>, e uno da inserire subito dopo l'apertura del tag <body>. La parte in <head> carica il container GTM; la parte in <body> è un fallback per i browser con JavaScript disabilitato.

Implementazione in Next.js

In Next.js con App Router, il modo corretto è usare il componente <Script> di next/script con strategy="afterInteractive" per lo snippet GTM nel layout principale. Non inserire mai il codice GTM manualmente dentro <head> nel layout — il componente Head di Next.js gestisce correttamente le script con priorità.

Verifica dell'installazione

Usa la modalità Preview di GTM (il pulsante "Anteprima" in alto a destra) per verificare che il container si carichi correttamente. L'interfaccia Tag Assistant mostra quali tag si attivano su ogni pagina e perché.

Configurare GA4 tramite GTM

Tag GA4 Configuration

Il tag "Google Analytics: configurazione GA4" deve essere il primo da configurare. Inserisci il Measurement ID (formato G-XXXXXXXX) e imposta il trigger "Initialization - All Pages" per garantire che GA4 si carichi prima di qualsiasi evento. Abilita Enhanced Measurement se vuoi il tracciamento automatico di scroll, click esterni e download.

Tag GA4 Event

Per inviare eventi personalizzati a GA4, usa il tag "Google Analytics: evento GA4". Ogni evento ha un nome (consigliato seguire la convenienza snake_case di GA4) e parametri opzionali. Esempi di eventi comuni: form_submit, file_download, video_play, whatsapp_click.

Tracciare eventi personalizzati

Click su link e bottoni

GTM ha variabili integrate per tracciare i click: Click URL, Click Text, Click Classes, Click ID. Crea un trigger "Click - Solo alcuni link" e filtra per URL di destinazione o classe CSS per tracciare click specifici senza intercettare tutto.

Compilazione di form

Il trigger "Invio modulo" di GTM si attiva quando l'utente invia un form HTML. Attenzione: alcune form usano JavaScript per l'invio senza ricaricare la pagina. In questi casi serve ascoltare l'evento success nel dataLayer o usare la Mutation Observer.

Scroll depth

GTM ha una variabile "Scroll Depth" integrata che misura la percentuale di pagina scorsa. Combinata con un trigger "Scroll Depth" impostato a 25%, 50%, 75%, 100%, permette di inviare eventi GA4 che mostrano quanto gli utenti leggono i contenuti.

Il DataLayer: il ponte tra il sito e GTM

Il dataLayer è un array JavaScript che il sito usa per passare informazioni a GTM:

  • Tipo di pagina (homepage, blog, contatti, prodotto)
  • Dati dell'utente loggato (se privacy permette)
  • Informazioni e-commerce (prodotto visto, aggiunto al carrello, acquistato)
  • Stato delle conversioni (form inviato con successo, pagamento completato)

Per inviare dati al dataLayer, usa window.dataLayer.push({ event: 'nome_evento', chiave: 'valore' }). In GTM, crea una variabile "Variabile livello dati" per leggere i valori e usarli nei tag e trigger.

Best practice GTM

Naming convention

Usa una convenzione di naming consistente per tag, trigger e variabili. Una convenzione comune: "[Tipo] - [Strumento] - [Descrizione]". Esempi: "Tag - GA4 - Page View", "Trigger - Click - WhatsApp CTA", "Variabile - DL - Tipo Pagina". Rende il container leggibile da chiunque.

Versioning e workspace

Ogni volta che pubblichi modifiche, GTM crea una versione. Aggiungi sempre una descrizione della versione che spiega cosa hai cambiato. Usa i workspace per lavorare in parallelo senza interferire con la versione live.

Pulizia periodica

I container GTM si accumulano nel tempo con tag obsoleti, trigger non usati e variabili dimenticate. Ogni 6 mesi, fai un audit del container: rimuovi ciò che non serve, aggiorna i tag con versioni obsolete, consolida i trigger simili. Un container pulito è più facile da mantenere e meno soggetto a errori.

Domande Frequenti

Sì, Google Tag Manager è completamente gratuito. Non ci sono limiti di tag, trigger o container nel piano gratuito.

No, una volta installato il contenitore (che richiede un minimo di accesso al codice o un plugin WordPress), GTM si usa completamente dall'interfaccia web senza competenze di programmazione.

Sull'autore

Claudio Novaglio

SEO Specialist, AI Specialist e Data Analyst con oltre 10 anni di esperienza nel digital marketing. Lavoro con aziende e professionisti a Brescia e in tutta Italia per aumentare la visibilità organica, ottimizzare le campagne pubblicitarie e costruire sistemi di misurazione data-driven. Specializzato in SEO tecnico, local SEO, Google Analytics 4 e nell'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi di marketing.

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